fuori dal mondo

avete presente quando ascoltate della musica, e vi sembra che sia stata composta apposta per voi?
 
 
ecco, io dico che lui ci è riuscito.
( Ludovico Einaudi in concerto, emozioni indescrivibili.)

08/05/2008, 20:52, commenti (7)?

makes no sense at all

ebbene, ho sempre detestato parlare apertamente della mia vita e di tutto ciò che ne concerne, ma non mi sembra ci sia altra scelta - a meno che io non voglia vedere questo blog abbandonato al suo triste destino.
( in realtà ci sarebbero un sacco di cose che mi ronzano in mente, questo dovete capirlo; ma i pensieri sono talmente radicati dentro la mia testa che non trovo mai il modo né il momento per farli uscire. ecco perchè continuo a tenere sempre tutto per me stessa; finchè, inevitabilmente, arriva il momento in cui esplodo. )
qualche mese fa ho presentato la domanda di entrata al Collegio del Mondo Unito, e domenica ho finalmente dovuto affrontare la prova scritta. non che sia realmente convinta del fatto di voler abbandonare tutto e tutti - anzi, la cosa mi fa piuttosto paura; in realtà sarebbe solo un modo come un altro per sfuggire al terribile sistema d'insegnamento italiano ( ho avuto occasione di fare un confronto diretto tra il mio liceo e quello frequentato da mio fratello in Austria, e non ho mai avuto dubbi su quale fosse effettivamente il migliore tra i due ). a dire il vero, è buffa la tendenza della mia famiglia a trovare interessante tutto tranne ciò che è italiano. rimane il fatto che dovrei lasciarmi tutto alle spalle, amici, famiglia, scuola, abitudini. ed è effettivamente l'unica cosa che mi spaventa realmente.
...che poi non sono nemmeno sicura di passare la selezione; quindi, mi sto creando come al solito inutili problemi.
ultimamente sembra che le domeniche portino un pezzetto d’estate in questa città; e così mi ritrovo con una macchina fotografica tra le mani ed un rullino da finire, degli occhiali da sole che trasformo in filtri per obiettivi e scarpe bagnate dall’acqua di mare. a passeggiare per le rive della città, da sola.
 
ma sì, ridiamo e scherziamo e facciamo finta che stia andando tutto per il meglio. dopotutto sono sempre stata così brava a mentire.

29/04/2008, 18:58, commenti (8)?

c'era da togliersi i vestiti e poi volare

non mi va di scrivere sul blog ( nonostante mi rattristi parecchio vedere che l'ultimo post risale a fine febbraio )
né di studiare
né di passare i pomeriggi davanti al pc
né di fare qualunque cosa implichi un minimo sforzo fisico
né di alzarmi presto la mattina per andare a scuola
né di.
semplicemente, vorrei che i sabati sera fossero come il mare di questa città di cui ancora non riesco a scorgere la fine; vorrei che le parole non mi morissero in gola ma riuscire a dire e ripetere e urlare, perchè sul momento non ci penso ma poi sono io quella a non dormire la notte; vorrei infilare la mia vita in una borsa, fare l'autostop ed andarmene - seppur temporaneamente - da qui; vorrei vivere perennemente con la mia musica nelle orecchie, i capelli rossi / viola al vento, gli occhi chiusi ed il sole dritto in faccia; vorrei vivere perennemente così come sto vivendo ora, insomma.
 
sarà che forse all you need is love.

06/04/2008, 22:50, commenti (13)?

sometimes when my heart's aching

se c'è una cosa che l'inevitabile avanzamento d'età mi ha portato a temere, quella altro non è che il tempo; ora più che mai sento il peso delle sue lancette sulle spalle. e come temo il suo trascorrere, così temo anche tutti i suoi preziosi minuti già passati, indipendentemente che siano stati sfruttati, rubati, inutilizzati o meno. quante volte mi è capitato di dire " no, non ho tempo a sufficienza per fare questo "? probabilmente, ogni qual volta mi capitava di pensarlo mentivo. la realtà è che di tempo ne ho a sufficienza, il vero problema è che non so sfruttarlo. così come ora, invece che buttar nero su bianco per dar sfogo a nient'altro che il mio impulso di scrivere pur non sapendo di che argomento discutere, potrei aprire un qualsiasi libro - scolastico e non - ed intrattenere i miei neuroni in modi certamente più proliferi. sarà il fatto che leggo troppo, e come conseguenza spero anch'io di scrivere altrettante parole, un giorno, forse. resta il fatto che la mia vita è momentaneamente incentrata su quei trenta minuti giornalieri in cui posso dire di stare finalmente a mio agio, ed il resto non è altro che lunga attesa, paranoia mentale che m'induce a pensare che, in fondo, quei trenta minuti hanno sempre un ché d'inconcluso. un'inconclusione che non può mai risolversi, ma che si accumula giorno dopo giorno e solo talvolta riesce a trovar sfogo alla fine della settimana.
trenta minuti. pochi, troppo pochi perchè il battito del mio cuore sia capace di tornare al suo solito ritmo, e l'ansia della mancanza, la consapevolezza che resta poco ad un nuovo giorno crescono smisuratamente minuto dopo minuto.
dall'altra parte, invece, ci sono queste lancette che battono sempre più velocemente il proprio ritmo. ma la verità è che alla base di tutto ci sono sempre io, io che mi diverto ad aspettare, ed aspettare, per poi rendermi conto che è arrivato il momento in cui non posso più scansare i miei problemi ma affrontarli una volta per tutte. benchè prima mi sentissi un po' come don Abbondio, che tanto si divertiva a calciare i suoi sassolini a destra e a sinistra e dappertutto, purchè non fossero in mezzo alla strada, sulla sua strada.
è inutile. più mi rendo conto del mio problema del ridurmi sempre all'ultimo, meno sforzi faccio per tentare di risolverlo. è strano vedere come questo si ripercuota poi su tutte le mie azioni, indipendentemente dalla loro grandezza: non è solo il rimandare l'occasione per dire quel che da tempo si ha dentro e che bisogna esternare; è anche il farsi la doccia alle undici e mezza di sera perchè prima non se ne aveva voglia, o lo studiare il giorno prima della verifica perchè si era convinti che " tanto c'è poco da fare ".
 
I met a man whose name was time, he said I must be going,
but just how long ago that was, I have no way of knowing.
( sometimes I want to murder time, sometimes when my heart's aching. )
 
e sinceramente mi hanno un po' stufata i superficiali giudizi della gente, che seppur superficiali un fondo di verità lo conservano. ( forse allora quello di cui ho realmente paura è che questo fondo riesca a venir fuori, alla fine. ) mi viene un po' di male al cuore e mi sento in colpa a pensare che, probabilmente, qualcun altro meritava tutto questo ben più di me. è solo che c'è stata una valanga di eventi che mi ha travolto, e mi ha portato ad imboccare una certa strada. strada che, avendo cento altre possibilità, ripercorrerei centoun volte.
ora tutto ciò che voglio fare è premere sul tasto ' pubblica il post ' ed ignorare le parole appena scritte, consapevole del fatto che, rileggendole, la pagina ora piena di lettere e spazi tornerebbe ad essere bianca come lo era qualche minuto fa.

22/02/2008, 13:52, commenti (18)?

would have stayed up

bene, dal momento che questo posto mi sembra sempre più desolato ed inutile, ne approfitto per dar sfogo ad uno dei miei quotidiani tormenti, da brava ragazzina viziata quale mi ritrovo ( involontariamente? ) ad essere.
fin troppe volte tento inutilmente di autoconvincermi che, per le mie basse pretese e scarsa esperienza fotografica, una semplice e comoda compatta è esattamente ciò che fa al mio caso. poi però spuntano sempre più frequentemente tanti piccoli difetti, che sommati l’uno all’altro fanno della mia macchina fotografica un oggetto totalmente privo d’utilità - o almeno, per quel che mi riguarda. come ad esempio la mania di metter sempre tutto a fuoco ( cit. ): una volta che mi ritrovo a fare i salti mortali per una semplice foto deliberately out-of-focus ( non voletemene, sono appena tornata da Cambridge e l’inglese mi aleggia ancora nella testa ), la domanda che mi sorge spontanea è “ ma chi me lo fa fare? “.
la cosa che più mi brucia, a dire il vero, è vedere quotidianamente masse di turisti con allettanti reflex al collo, quando tutto ciò di cui hanno bisogno sono fotografie di ridenti familiari ed edifici da cartolina. quando io stessa, che continuo a cercare ( invano ) di scattare la foto dei miei sogni - messa a fuoco automatica, tempo d’esposizione automatico, tutti gli automatismi della mia macchina fotografica non mi aiutano di certo in questo compito - possiedo solamente una misera compatta.
( poi non sarebbe male nemmeno togliere di mezzo tutti quei tetti che, dall’abbaino di camera mia, mi separano dal mare, per poter godere quotidianamente di tramonti e nuvole e stelle e cielo senza dover per forza arrampicarsi sul tetto. )
 
l’altro giorno ho visto Saturno ed il suo anello, e mi sono sentita infinitamente piccola. poi mi sono guardata allo specchio ed ho pensato che alla fine lo sono, piccola. quello che mi chiedo è se, per quanto piccola, io possa davvero essere così interessante come qualcuno usa dire negli ultimi tempi.

09/02/2008, 19:00, commenti (17)?

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mnemophobia.
« and somewhere on coastlines unknown to me you paint your dreams, with reds and blues and greens. you're painting daffodils by the sea, without me. »
le mille facce di irene.
a) irene non ha bisogno di sentirsi dire ciò che deve fare;
b) irene nota piccoli gesti che nessun altro nota;
c) irene non è intelligente ma sa come far credere agli altri di esserlo;
d) irene sa farsi gli affari suoi;
e) irene non sa rispondere alla domanda " dimmi la prima cosa che ti viene in mente ";
f) irene adora scrivere, anche se non vuole ammetterlo;
g) queste sono le uniche tre cose da sapere su irene: Radiohead / Red Hot Chili Peppers, Eternal sunshine of the spotless mind & libri, di qualunque genere essi siano.
« we give our lives to learn how to fly on our own, but wings only work when we are completely alone. »
adesso.
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« and if I don't come home tonight, just know I tried my best to fight. please don't think I plan to lose to the night. »
credits.
sì, il template l'ho fatto di nuovo io. per l'immagine ringrazio personalmente Thom Yorke, con tanto di cioccolatini e baci sulle guance. citazione dell'header degli Articolo 31, citazioni sparse prese da alcune canzoni dei Daphne Loves Derby. se non ho citato il testo completo di Pollen and salt è solo perchè è troppo lungo; altrimenti l'avrei fatto come prima cosa in assoluto. la musica di sottofondo è di Ludovico Einaudi.
insomma, la colpa è sempre del numero cinque ( chi vuol capire, capisca ).

( vitium )